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Architettura e città: il Ddl che ridisegna il ruolo degli architetti

Un disegno di legge al Senato rilancia la qualità dell’architettura, introduce l’architetto della città e apre nuovi spazi professionali per giovani under 40 negli appalti pubblici.

Architettura e città: il Ddl che ridisegna il ruolo degli architetti
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La qualità dell’architettura torna al centro dell’agenda politica e istituzionale, aprendo un confronto che intreccia cultura, rigenerazione urbana e benessere collettivo. Un nuovo disegno di legge all’esame del Senato punta a ridefinire il ruolo della progettazione nello sviluppo delle città, introducendo figure inedite come l’architetto della città e nuove opportunità per i giovani professionisti under 40. Una proposta che guarda al futuro degli spazi urbani e al loro impatto sulla salute, sulla coesione sociale e sulla qualità della vita.

Un disegno di legge al Senato rilancia la qualità dell’architettura, introduce l’architetto della città e apre nuovi spazi professionali per giovani under 40 negli appalti pubblici.

La qualità dell’architettura, dello spazio urbano e del paesaggio entra nuovamente al centro del dibattito parlamentare. In Commissione Cultura del Senato è in discussione un nuovo disegno di legge che riconosce l’architettura come espressione della cultura e dell’identità della Repubblica, oltre che come attività di interesse pubblico primario. Un’impostazione che lega progettazione, benessere psicofisico, coesione sociale e qualità della vita, superando una visione meramente tecnica dell’edilizia.

Due proposte di legge a confronto e un ciclo di audizioni in arrivo

Il provvedimento si affianca a un’altra proposta già depositata dai senatori del Partito Democratico: le due iniziative legislative vengono ora esaminate congiuntamente e, nei prossimi giorni, prenderà il via un ciclo di audizioni dedicate al tema della qualità architettonica e urbana. Un segnale politico che evidenzia come il tema stia guadagnando attenzione trasversale.

L’architetto delle città: una nuova figura per i comuni sopra i 30 mila abitanti

Tra le novità più rilevanti del testo promosso dai partiti di maggioranza figura l’istituzione dell’architetto delle città, una nuova figura professionale prevista per ogni comune capoluogo di provincia e per i centri con oltre 30 mila abitanti. Il suo ruolo sarebbe quello di coordinare le politiche urbanistiche e architettoniche, promuovere la qualità degli interventi di edilizia pubblica, scolastica e sociale, e valutarne gli effetti sul benessere abitativo e sulla salute delle persone.

La sinergia con il medico della città e l’approccio integrato alla salute urbana

Questa figura lavorerebbe in stretta sinergia con un’altra novità prevista dal Ddl: il medico della città, anch’esso obbligatorio per i comuni più grandi. A quest’ultimo spetterebbe il coordinamento delle politiche locali per la salute urbana, con particolare attenzione alla qualità ambientale, agli spazi verdi, alla mobilità attiva, allo sport e alla prevenzione del disagio mentale. Un approccio integrato che lega progettazione urbana e politiche sanitarie.

Il precedente europeo e il modello francese della qualità architettonica

Il Parlamento italiano ha già affrontato in passato il tema della qualità dell’architettura, ma resta da capire se questa nuova proposta riuscirà a completare l’iter legislativo. Il confronto con altri Paesi europei, come la Francia, resta emblematico: già nel 1977 Parigi ha sancito per legge che «l’architettura è un’espressione della cultura», riconoscendo alla progettazione un valore pubblico e introducendo i concorsi di progettazione come strumento ordinario di selezione.

Concorsi di progettazione e quote riservate ai giovani under 40

Anche il nuovo Ddl punta con decisione sui concorsi di idee e di progettazione, indicandoli come canale preferenziale per l’affidamento degli incarichi architettonici e urbanistici. Ma uno dei punti più significativi riguarda il sostegno alle nuove generazioni: la proposta prevede di riservare almeno il 30% degli incarichi di progettazione sotto soglia europea a professionisti under 40. Sarebbero gli ordini professionali a vigilare sul rispetto della quota e a favorire la creazione di raggruppamenti temporanei tra giovani studi e realtà più strutturate.

La “rinascenza urbana” come strategia nazionale

Nel testo compare anche il concetto di “rinascenza urbana”, definito come un processo integrato di trasformazione fisica e rigenerazione culturale dei territori, orientato a bellezza, sostenibilità e qualità della vita. Un principio che il legislatore intende rendere strategico nelle future politiche nazionali.

Il Consiglio nazionale per la qualità dell’architettura e della vita urbana

Il Ddl ipotizza inoltre l’istituzione del Consiglio nazionale per la qualità dell’architettura e della vita urbana presso il Ministero della Cultura, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, regioni, comuni, ordini professionali di architetti e ingegneri, oltre a esperti di urbanistica, paesaggio e psicologia ambientale. A questo organismo spetterebbe il compito di definire linee guida, indicatori e metodologie per valutare l’impatto dei progetti pubblici sul benessere psicofisico.

Osservatorio nazionale e formazione per le città del futuro

Accanto a ciò, il testo prevede la nascita dell’Osservatorio nazionale per la qualità della vita e la salute urbana presso il Ministero della Salute, con l’obiettivo di elaborare indicatori territoriali su salute ambientale, benessere abitativo e coesione sociale. A completare il quadro, la promozione di corsi di laurea, master e dottorati dedicati alla qualità architettonica, alla salute urbana e alla psicologia dell’abitare, nella prospettiva di formare competenze sempre più specializzate per le città del futuro.

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