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Codice Ateco Architetti: guida completa per l’avvio dell’attività professionale

Codice Ateco Architetti: vantaggi fiscali e gli obblighi contributivi con Inarcassa per avviare e gestire al meglio la tua attività,

Codice Ateco Architetti: guida completa per l'avvio dell'attività professionale
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Per avviare una carriera autonoma come architetto, è fondamentale identificare il corretto Codice Ateco e comprendere le relative implicazioni fiscali e contributive, al fine di ottimizzare la gestione economica della professione.

  1. Scelta del Codice Ateco e vantaggi fiscali
  2. Contributi previdenziali: obblighi verso Inarcassa
  3. Sei un architetto? La tua professione richiede un aggiornamento continuo?

Codice Ateco Architetti: vantaggi fiscali e gli obblighi contributivi con Inarcassa per avviare e gestire al meglio la tua attività,

Il Codice Ateco designato per gli studi di architettura è il 71.11.00, che copre attività quali la progettazione di edifici, la pianificazione urbanistica e l’architettura del paesaggio. È importante notare che questo codice esclude specificamente le attività di consulenza informatica, gli studi di ingegneria e l’arredamento d’interni.

Scelta del Codice Ateco e vantaggi fiscali

Selezionare il Codice Ateco Architetti appropriato è cruciale per beneficiare di agevolazioni fiscali. Ad esempio, nel regime forfettario, al codice 71.11.00 è associato un coefficiente di redditività del 78%. Ciò implica che, su un fatturato di 30.000€, il reddito imponibile sarà calcolato sul 78% di tale importo, ovvero 23.400€. Le aliquote dell’imposta sostitutiva sono fissate al 5% per i primi cinque anni di attività e al 15% per gli anni successivi. Pertanto, nel sesto anno, l’imposta dovuta sarebbe di 3.510€ (15% di 23.400€).

Contributi previdenziali: obblighi verso Inarcassa

Oltre all’imposizione fiscale, gli architetti devono versare contributi previdenziali a Inarcassa, la cassa di previdenza dedicata a ingegneri e architetti. I contributi principali includono:

  • Contributo soggettivo: destinato alla formazione della pensione futura, pari al 14,5% del reddito professionale netto dichiarato ai fini IRPEF. Per il 2025, il contributo minimo obbligatorio è fissato a 2.750€. È possibile richiedere una deroga a questo minimo se si prevede un reddito inferiore a 18.966€, presentando domanda entro il 31 maggio 2025 tramite il portale online di Inarcassa. Tuttavia, tale deroga comporta una riduzione proporzionale dell’anzianità contributiva utile ai fini pensionistici.
  • Contributo integrativo: pari al 4% del volume d’affari IVA, da addebitare al cliente in fattura. Il contributo minimo per il 2025 è di 835€.
  • Contributo di maternità/paternità: un importo fisso stabilito annualmente da Inarcassa.

Una corretta comprensione del Codice Ateco e degli obblighi contributivi è essenziale per una gestione efficiente dell’attività professionale di un architetto. Si raccomanda di consultare un consulente fiscale per ottimizzare le scelte fiscali e previdenziali, garantendo così una solida base per lo sviluppo della propria carriera autonoma.

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