Nature Based Solutions: dalla teoria alla responsabilità progettuale
Nature based solutions e architettura: strategie progettuali, servizi ecosistemici e infrastrutture verdi per edifici e città resilienti.

Negli ultimi anni il dibattito su sostenibilità, resilienza e adattamento climatico ha portato architetti e progettisti a confrontarsi sempre più spesso con il concetto di Nature Based Solutions. Un’espressione ormai ricorrente nei piani, nei bandi e nei documenti strategici, ma che rischia di perdere significato se ridotta a semplice “verde aggiunto” o a scelta formale. In realtà, le soluzioni basate sulla natura chiamano in causa il cuore stesso del progetto di architettura: il rapporto tra costruito, processi ecologici e territorio. Comprenderne il senso profondo significa spostare lo sguardo dall’oggetto edilizio al sistema, dalla prestazione immediata alla capacità del progetto di attivare benefici duraturi, misurabili e condivisi nel tempo.
- NBS come concetto operativo: non “verde”, ma processi
- Servizi ecosistemici: la nuova griglia di lettura del progetto
- Come presentare la voltura catastale per successione
- Dalla scala edilizia alla scala urbana: il limite del progetto isolato
- Progettare NBS significa accettare la complessità
- NBS e progetto contemporaneo: una responsabilità, non una moda
- Sei un architetto? La tua professione richiede un aggiornamento continuo?
Nature based solutions e architettura: strategie progettuali, servizi ecosistemici e infrastrutture verdi per edifici e città resilienti.
Negli ultimi anni le Nature Based Solutions (NBS) sono entrate stabilmente nel lessico della pianificazione e della progettazione architettonica. Spesso, però, questo ingresso è avvenuto in modo superficiale: le NBS vengono ancora confuse con un generico “aumento di verde”, con interventi cosmetici o con soluzioni standardizzate da capitolato. La letteratura scientifica e tecnico-istituzionale mostra invece un quadro molto più complesso e, per certi versi, più esigente per chi progetta.
Le NBS non sono elementi decorativi, ma strategie progettuali fondate sull’attivazione di processi ecologici, capaci di produrre benefici ambientali, sociali ed economici misurabili nel tempo. Per l’architetto questo significa ripensare il progetto non come oggetto isolato, ma come dispositivo ecosistemico inserito in un sistema territoriale più ampio.
NBS come concetto operativo: non “verde”, ma processi
Le definizioni elaborate a livello internazionale – dalla IUCN alla Commissione Europea – convergono su un punto chiave: le Nature Based Solutions funzionano quando innescano processi naturali, non quando si limitano a utilizzare componenti naturali.
Questo passaggio è cruciale per l’architettura. Inserire alberi, tetti verdi o superfici permeabili non è di per sé una NBS, se tali elementi richiedono un continuo apporto di energia, manutenzione forzata o non dialogano con il contesto ecologico e climatico locale. Una NBS ben progettata, al contrario, tende a migliorare le proprie prestazioni nel tempo, seguendo dinamiche evolutive simili a quelle degli ecosistemi.
Servizi ecosistemici: la nuova griglia di lettura del progetto
Alla base delle NBS c’è il concetto di servizi ecosistemici, che rappresenta uno strumento operativo fondamentale anche per il progetto architettonico. I servizi ecosistemici si articolano in quattro grandi categorie:
- servizi di supporto, come la formazione del suolo e i cicli biogeochimici;
- servizi di approvvigionamento, legati a risorse come acqua e biomassa;
- servizi di regolazione, fondamentali per il clima urbano, il ciclo dell’acqua, la qualità dell’aria;
- servizi culturali, che incidono su benessere, fruizione, identità dei luoghi.
Per l’architetto questo significa progettare partendo dalle funzioni che il sistema deve svolgere, non dalla forma finale. Il progetto diventa così uno strumento per ridurre vulnerabilità, aumentare resilienza e redistribuire benefici ambientali su scala urbana e territoriale.
Dalla scala edilizia alla scala urbana: il limite del progetto isolato
Uno dei nodi critici evidenziati dalla ricerca riguarda l’uso delle NBS a scala puntuale, scollegate da una visione sistemica. Molti interventi edilizi “green” migliorano le prestazioni del singolo edificio ma aggravano il carico ambientale complessivo, ad esempio aumentando il fabbisogno di raffrescamento urbano o consumando risorse idriche in modo inefficiente.
Le NBS, invece, funzionano quando sono integrate in infrastrutture verdi e blu, pianificate come sistemi continui: corridoi ecologici, reti di drenaggio sostenibile, spazi di laminazione, suoli vivi. Qui l’architettura assume un ruolo chiave come cerniera tra edificio, spazio pubblico e territorio, superando la logica dell’oggetto autosufficiente.
Progettare NBS significa accettare la complessità
Un altro aspetto centrale riguarda il metodo progettuale. Le Nature Based Solutions non sono facilmente standardizzabili. Richiedono:
- lettura ecologica del sito;
- integrazione tra competenze (architettura, ecologia, idraulica, pedologia);
- tempi di progetto e di monitoraggio più lunghi;
- capacità di lavorare per scenari evolutivi, non per risultati immediati.
Questo entra spesso in conflitto con le procedure tradizionali, con la cultura del “risultato rapido” e con modelli di appalto ancora centrati su soluzioni rigide. Per l’architetto, però, è anche un’opportunità: tornare a essere figura di sintesi, capace di governare processi complessi e non solo di disegnare forme.
NBS e progetto contemporaneo: una responsabilità, non una moda
Le Nature Based Solutions non rappresentano una tendenza passeggera, ma una risposta strutturale alle crisi dell’Antropocene: climatica, ecologica e sociale. Integrare le NBS nel progetto significa assumersi una responsabilità culturale oltre che tecnica: progettare spazi capaci di adattarsi, rigenerarsi e produrre valore nel tempo.
Sei un architetto? La tua professione richiede un aggiornamento continuo!
Unione Professionisti ti dà la possibilità di progettare e completare il tuo percorso di studi, proponendoti tutti i suoi corsi, sviluppati in modalità FAD asincrona, accreditati presso il CNAPPC.





