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Edilizia

In vigore i nuovi CAM edilizia 2026: cosa cambia per progettisti, imprese e stazioni appaltanti. 

Sostenibilità, digitalizzazione e ciclo di vita diventano centrali negli appalti pubblici: i nuovi Criteri Ambientali Minimi riscrivono regole, obblighi e criteri premianti per progettazione e lavori edilizi.

In vigore i nuovi CAM edilizia 2026: cosa cambia per progettisti, imprese e stazioni appaltanti. 
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In vigore i nuovi CAM edilizia 2026: cosa cambia per progettisti, imprese e stazioni appaltanti. Sono ufficialmente in vigore da lunedì 2 febbraio i nuovi CAM edilizia 2026, i Criteri Ambientali Minimi che ridefiniscono il quadro normativo per la progettazione e l’affidamento dei lavori edilizi pubblici. Il nuovo impianto rafforza in modo strutturale il ruolo della sostenibilità ambientale, della digitalizzazione e della valutazione del ciclo di vita delle opere, incidendo direttamente sulle procedure di gara e sull’operatività di stazioni appaltanti, professionisti e imprese.

  1. Quando si applicano i CAM Edilizia 2026
  2. Regime transitorio
  3. Tutte le novità dei CAM edilizia 2026
  4. Progettazione BIM
  5. Tutela della biodiversità e degli ecosistemi
  6. Focus sui serramenti
  7. Nuovi criteri per i servizi di progettazione
  8. Sei un architetto? La tua professione richiede un aggiornamento continuo?

Sostenibilità, digitalizzazione e ciclo di vita diventano centrali negli appalti pubblici: i nuovi Criteri Ambientali Minimi riscrivono regole, obblighi e criteri premianti per progettazione e lavori edilizi.

I CAM edilizia 2026 sono introdotti dal DM 24 novembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 dicembre scorso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il decreto aggiorna e supera il precedente quadro definito dal D.M. 23 giugno 2022 n. 256, già modificato dal correttivo del 5 agosto 2024, adeguando i criteri ambientali al Codice dei contratti pubblici, alle più recenti politiche ambientali europee e all’evoluzione delle tecnologie edilizie. L’obiettivo dichiarato è rafforzare l’integrazione tra qualità progettuale, prestazioni ambientali e gestione del ciclo di vita dell’opera, superando una visione frammentata degli interventi edilizi pubblici.

Quando si applicano i CAM Edilizia 2026

I nuovi criteri si applicano a tutti i contratti pubblici di appalto e alle concessioni che riguardano l’esecuzione di lavori per interventi edilizi e i servizi di progettazione per nuova costruzione, ristrutturazione, manutenzione e adeguamento degli edifici. I CAM edilizia 2026 diventano quindi un riferimento strutturale per le gare indette dalle pubbliche amministrazioni, in coerenza con il Piano d’Azione Nazionale sul Green Public Procurement (PAN GPP), introducendo un sistema articolato di criteri obbligatori e criteri premianti.

Regime transitorio

Con l’entrata in vigore del decreto, a partire da lunedì 2 febbraio 2026, il D.M. 256/2022 è formalmente abrogato. È tuttavia previsto un regime transitorio: le disposizioni precedenti continuano ad applicarsi alle procedure di affidamento in cui l’avviso a presentare offerta sia stato inviato entro tre mesi dalla validazione del progetto di fattibilità tecnico-economica posto a base di gara. In pratica, le gare basate su progetti già validati secondo la disciplina precedente restano regolate dai CAM edilizia 2022, coordinati con il correttivo del 2024, mentre i CAM edilizia 2026 si applicano integralmente alle nuove procedure avviate dopo la fase transitoria.

Tutte le novità dei CAM edilizia 2026

Tra le novità più rilevanti dei CAM edilizia 2026 vi è il rafforzamento dell’approccio life cycle oriented. L’analisi del ciclo di vita (LCA – Life Cycle Assessment) e il Life Cycle Costing (LCC) non sono più richiamati come principi generali, ma diventano attività esplicite da sviluppare già nelle fasi preliminari della progettazione. In questo contesto assume un ruolo centrale il Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP), introdotto come documento specifico e obbligatorio. Attraverso il DIP, la stazione appaltante fornisce al progettista indicazioni puntuali e coerenti con l’articolo 3 dell’Allegato I.7 del Codice dei contratti, integrando in modo sistematico i Criteri Ambientali Minimi nel processo progettuale.

Progettazione BIM

Un passaggio chiave riguarda la progettazione in BIM. Nei CAM edilizia 2026 il Building Information Modeling passa da criterio premiante a clausola contrattuale obbligatoria per l’affidamento dei servizi di progettazione. Il Building Information Modeling viene riconosciuto come strumento strategico per l’integrazione delle informazioni di progetto, per la trasparenza e la tracciabilità della filiera dei prodotti da costruzione e per la gestione dei dati energetici e ambientali lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio.

Tutela della biodiversità e degli ecosistemi

Sul piano territoriale e urbanistico, i CAM edilizia 2026 riorganizzano le specifiche tecniche, rafforzando l’attenzione sulla tutela della biodiversità e degli ecosistemi, sulla mitigazione dei cambiamenti climatici e sulla riduzione dell’inquinamento, nonché sull’adattamento ai cambiamenti climatici, ora riconosciuto come criterio autonomo. Nel capitolo dedicato agli edifici viene inoltre valorizzata la prestazione energetica estiva, separata dalla generica prestazione energetica invernale. Il criterio richiama la revisione della direttiva EPBD e le norme tecniche europee, in particolare la serie UNI EN ISO 52000, consentendo valutazioni più dinamiche e coerenti con il comportamento reale degli edifici.

Focus sui serramenti

Ampio spazio è riservato alla qualità della posa dei serramenti. I CAM richiamano esplicitamente la conformità alla serie UNI 11673, imponendo la corretta progettazione dei nodi di posa, sia nelle nuove installazioni sia nelle sostituzioni, con particolare attenzione ai giunti tra infissi e involucro opaco. La conformità può essere dimostrata tramite rapporti di prova o mediante il Marchio Progettazione Posa Qualità. Sul fronte della gestione delle risorse idriche, il decreto introduce il concetto di gestione intelligente dell’acqua a scala di edificio, prevedendo reti duali per la distribuzione di acqua potabile e non potabile e criteri estesi per raccolta, trattamento, stoccaggio e riuso delle acque meteoriche.

Nuovi criteri per i servizi di progettazione

I CAM edilizia 2026 ampliano in modo significativo i criteri premianti per l’affidamento dei servizi di progettazione, distinguendo tra competenze curriculari e competenze certificate. Viene valorizzato il possesso di qualifiche come ESCo, EGE e altre certificazioni riconosciute nel settore. Tra le ulteriori novità figurano indicazioni per il risanamento del degrado da umidità, l’inserimento di nuovi prodotti da costruzione e una maggiore enfasi sull’uso di materiali riciclati, recuperati, da sottoprodotti e materiali rinnovabili.

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