Ettore Sottsass: il Maestro che ha ridefinito il design moderno
Ettore Sottsass: un visionario del design che ha rivoluzionato l'estetica contemporanea attraverso forme audaci e colori vivaci

Ettore Sottsass è stato uno dei protagonisti assoluti del design del Novecento, capace di trasformare oggetti comuni in manifesti culturali, politici e spirituali. Con uno stile audace e una visione anticonformista, ha rivoluzionato il concetto stesso di funzionalità, intrecciando arte, architettura e critica sociale in un linguaggio visivo inconfondibile. Il suo percorso attraversa decenni di innovazione, dal razionalismo alle avanguardie postmoderne, lasciando un segno indelebile nella storia del design italiano e internazionale.
In questo articolo:
Ettore Sottsass: un visionario del design che ha rivoluzionato l’estetica contemporanea attraverso forme audaci e colori vivaci
Ettore Sottsass, nato a Innsbruck nel 1917 da padre architetto e madre austriaca, ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo del design. Dopo aver completato gli studi al Politecnico di Torino nel 1939, la sua carriera è stata temporaneamente interrotta dalla Seconda Guerra Mondiale, durante la quale è stato prigioniero per diversi anni. Al termine del conflitto, nel 1947, si è stabilito a Milano, dove ha iniziato a collaborare con il padre e successivamente ha aperto il proprio studio di design.
Nel 1948, Sottsass ha aderito al Movimento di Arte Concreta (MAC), partecipando attivamente alle esposizioni collettive del gruppo. La sua versatilità lo ha portato a esplorare anche il campo della fotografia, ampliando ulteriormente il suo repertorio artistico.
Direttore artistico di Poltronova
L’incontro con l’imprenditore Sergio Cammilli nel 1957 ha segnato una svolta nella sua carriera, portandolo a diventare direttore artistico di Poltronova. Per questa azienda, ha creato opere iconiche come i “Superbox”, armadi caratterizzati da audaci rivestimenti in laminato a righe, ispirati a elementi urbani come segnali stradali e distributori di benzina. Altre creazioni degne di nota per Poltronova includono la serie di mobili “Barbarella” (1965) e lo specchio “Ultrafragola” (1970).
Consulent Design per Olivetti
Nel 1958 ha iniziato una proficua collaborazione con Olivetti come consulente di design, un rapporto che si è protratto per oltre tre decenni e gli ha valso numerosi riconoscimenti, tra cui tre Compassi d’Oro. Tra i suoi progetti per Olivetti spiccano il primo calcolatore elettronico italiano, l'”Elea 9003″ (1959), e diverse macchine da scrivere, tra cui la “Praxis 48” (1964), la “Tekne 3” (1964) e la celebre “Valentine” (1969), realizzata in collaborazione con Perry King. Ha inoltre progettato calcolatrici come la “Logos 27” (1963) e la “Summa-19” (1970), oltre al sistema per ufficio “Synthesis 45” (1973).

Il design come un mezzo per esplorare e commentare la società
Sottsass concepiva il design come un mezzo per esplorare e commentare la società, la politica e la vita quotidiana. Questa filosofia lo ha portato ad avvicinarsi al Radical Design e a collaborare con il gruppo “Alchimia”. Al Design Forum di Linz nel 1979, ha presentato opere come la “Seggiolina da pranzo”, la lampada da terra “Svicolo” e il tavolino “Le strutture tremano”, che sfidavano le convenzioni estetiche tradizionali attraverso l’uso innovativo di forme, colori e materiali.
Attività sociale
Nel 1980 ha fondato il collettivo “Memphis” insieme a designer di spicco come Hans Hollein, Arata Isozaki, Andrea Branzi e Michele De Lucchi. L’obiettivo del gruppo era infondere negli oggetti un significato simbolico ed emotivo, privilegiando l’espressione personale rispetto alla mera funzionalità. Tra le creazioni più rappresentative di questo periodo vi sono la libreria “Carlton” (1981), il mobile “Cargo” (1979) e il tavolo “Tatar” (1985).
Riconoscimenti Internazionali
Il talento di Sottsass è stato riconosciuto a livello internazionale; nel 1972 è stato selezionato da Emilio Ambasz per rappresentare il nuovo design italiano nella mostra del MoMA “Italy: The New Domestic Landscape”. In questa occasione, ha presentato il prototipo “Micro Environment”, un sistema di contenitori in plastica progettato per creare ambienti domestici flessibili e adattabili alle esigenze degli utenti.
Oltre alla progettazione, Sottsass si è dedicato alla critica e alla teoria del design. Nel 1988 ha fondato la rivista “Terrazzo”, focalizzata su design e architettura, che è stata pubblicata fino al 1996.
Dal design all’architettura
Deluso dalla produzione di massa e critico nei confronti della società consumistica, negli anni ’90 ha ridotto le sue collaborazioni nel campo del design per concentrarsi maggiormente sull’architettura. Tra i suoi progetti architettonici più significativi si annoverano la Casa Wolf a Ridgway, Colorado (1986-1989); il condominio di viale Roma a Marina di Massa (1985); la Villa Mourmans a Lanaken, Belgio (1995-2001), realizzata con Johanna Grawunder; e un intero villaggio a Singapore (2000). In queste opere, Sottsass ha cercato di creare un dialogo armonioso tra l’ambiente naturale e l’intervento umano, rispettando il contesto locale e il genius loci.
Ettore Sottsass si è spento a Milano il 31 dicembre 2007 all’età di novant’anni. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi premi e onorificenze, tra cui la laurea honoris causa dal Royal College of Art di Londra (1976), la nomina a Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres della Repubblica Francese (1992), l’IF Award Design dall’Industrie Forum Design di Hannover (1994), una seconda laurea honoris causa dal Royal College of Art di Londra (1996) e l’Oribe Award dalla città di Gifu in Giappone (1997). Nel 2002 è stato insignito del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
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