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Giornata di studi di architettura nel centenario della nascita di Carlo Aymonino

Carlo Aymonino e le città emiliane: martedì 13 ottobre 2026 a Parma il convegno dell’Ordine degli Architetti PPC, nella Sala del Consiglio della Provincia.

Giornata di studi di architettura nel centenario della nascita di Carlo Aymonino
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Martedì 13 ottobre 2026, alle ore 9:30, alla Sala del Consiglio della Provincia di Parma (Piazza della Pace 1, Parma),l’Ordine degli Architetti PPC di Parma organizza il convegno Carlo Aymonino e le città emiliane, con il patrocinio del Comune di Parma, della Provincia di Parma, del Complesso Monumentale della Pilotta, dell’Università di Parma, dell’Università Iuav di Venezia.

Nel centenario della nascita di Carlo Aymonino (1926-2010), rilevante figura dell’architettura italiana del secondo Novecento, un gruppo di studiosi universitari e docenti legati all’Università di Parma, insieme a colleghi di Parma, ha deciso di approfondire alcuni aspetti della sua eredità, per capire se c’è stata l’influenza di una specificità culturale emiliana, nella scrittura e nell’opera propositiva – architettonica e pittorica – di un protagonista nazionale.

Nell’insieme sono state tredici leesperienze di ricerca condotte da Carlo Aymonino in anni diversi, in varie importanti città dell’Emilia-Romagna, tra proposte diprogetti d’autore, elaborati di concorsi di progettazione, anche con più autori e collaboratori, esiti didattici di fine d’anno di seminari o laboratori universitari. Esse sono: il concorso per il Centro Direzionale di Bologna (Business District Bologna), 1962-1967; il concorso ad inviti per la ricostruzione del Teatro Paganini in Piazzale della Pace a Parma, 1964; il restauro e l’ampliamento del Palazzo di Giustizia di Ferrara, 1977-1984; il progetto per un Parco urbano a Ferrara, 1978-1982; il progetto per l’isolato urbano IMA a Ferrara, 1982; ilpiano di recupero dell’area dell’Abbazia di Pomposa a Codogoro, 1982; il progetto di massima per la sistemazione della zona Dantesca e Largo Firenze a Ravenna, 1988; il progetto per la zona culturale e universitaria nell’area dell’ex ospedale civile G. B. Morgagni di Forlì, 1990; alcune soluzioni per edifici previsti nell’area del Peep C1/b di San Mauro in Valle a Cesena, 1993; il progetto didattico di studenti universitari Iuav in diversi luoghi di Rimini, 1996; il concorso per la sistemazione delle quattro Piazze centrali a Ferrara, 2003; il concorso per il complesso integrato nell’ambito della Stazione Centrale di Bologna, condiviso con Oriol Bohigas (MBM Arquitectes), 2007-2008 e, infine, il concorso per la Scuola per l’Europa a Parma, 2009. 

All’interno di una giornata di studi emiliana su Aymonino è apparso necessario uno specifico approfondimento su un suo progetto emblematico per il centro storico di Parma: la proposta di ricostruzione del Teatro Paganini (1964-1965) distrutto dalla guerra, nell’attuale Piazzale della Pace, a pochi metri dal Palazzo Ducale, dal Mercato della Ghiaia, dal Teatro Regio e dal Parco Ducale.

Mediante contributi diversi, la giornata di studi approfondisce due temi principali. Nella sessione del mattino si indaga su aspetti meno noti della vita e dell’opera di Carlo Aymonino architetto. Nella sessione del pomeriggio si discute l’esemplare vicenda delle trasformazioni di un luogo critico, ma carico di storia e di potenzialità, come è il Piazzale della Pace a Parma. 

Nel ricordare un protagonista del rinnovamento culturale italiano, il fine del convegno è mostrare come le azioni propositive della cultura e il buon governo dell’eredità storica possono migliorare la vita della città e rinforzare l’identità di una comunità.

Gli interventi

La sessione del mattino sarà presieduta da Aldo De Poli, docente universitario Università di Parma, che introdurrà Carlo Aymonino quale figura di studioso e innovatore e illustrerà le occasioni che hanno portato a questo confronto proprio a Parma. Riccarda Cantarelli, docente universitaria Università Iuav di Venezia, metterà in correlazione il concorso internazionale per il nodo ferroviario di Bologna (2008) e la Nuova Scuola per l’Europa di Parma (2009), evidenziando il ruolo dell’architettura pubblica nelle relazioni urbane mediante la creazione di nuove centralità. Quindi Lucio Serpagli, architetto, parlerà del tema della piazza in Carlo Aymonino, soffermandosi in particolare sul progetto per il Centro Direzionale di Bologna. Giovanni Marras, docente universitario, direttore dell’Archivio Progetti, Università Iuav di Venezia, approfondirà l’operato di Carlo Aymonino nella Scuola di Architettura di Venezia tra il 1962 e il 1979 e l’amicizia con Aldo Rossi. Alessandro Massarente, docente universitario Università di Ferrara, illustrerà i progetti nel territorio ferrarese tra il 1977 e il 1983 portando l’attualità di questi studi nella trasformazione della città contemporanea. L’intervento di Antonella Cabassi, architetto,si concentrerà invecesui disegni di Carlo Aymonino, per provare a far emergere in essi l’influenza dell’Emilia e della sua arte. Infine, Cristiana Mazzoni, docente universitaria ENSA Paris-Belleville Paris, affronterà la ricezione internazionale della Tendenza, emersa tra gli anni Sessanta e Settanta intorno alle ricerche di Carlo Aymonino e Aldo Rossi, uno dei momenti più importanti della cultura architettonica europea della seconda metà del Novecento.

Presiederà i lavori della seconda sessione del pomeriggio Alessandro Tassi Carboni, presidente dell’Ordine degli Architetti di Parma, annunciando interventi dedicati all’esemplare vicenda di Piazza della Pace a Parma. Carlo Mambriani, docente universitario Università di Parma, illustrerà vicende storiche dell’odierno Piazzale, fatte di continui stravolgimenti e di iperproduzione progettuale, mentre Stefano Storchi, architetto e urbanista, parlerà del progetto che Carlo Aymonino presentò al concorso a inviti per la ricostruzione del Teatro Paganini (1964-1965) e dell’importanza delle sue riflessioni sul rapporto fra l’architettura contemporanea e i contesti urbani storici.

Il convegno si concluderà con una tavola rotonda, con la partecipazione di Michele Alinovi, architetto e presidente del Consiglio comunale di Parma, Luca Boccacci, architetto, Lorenzo Lavagetto, assessore alla Cultura e vicesindaco del Comune di Parma, Denis Ton, Direttore del Complesso Monumentale della Pilotta e Chiara Vernizzi, assessora alla Rigenerazione urbana del Comune di Parma.

Abstract degli interventi

Aldo De Poli, Una figura pubblica. Lo studioso, l’innovatore, il personaggio

Per il centenario della nascita di Carlo Aymonino (1926 – 2010), rilevante figura dell’architettura italiana del Novecento, un gruppo di studiosi universitari (che con lui hanno collaborato o lo hanno conosciuto da vicino), in parallelo ad altre iniziative in Italia, promuove anche a Parma un’occasione di confronto. Il fine è ricordare i vari aspetti della vita e dell’opera di un protagonista del rinnovamento culturale italiano per il buon governo della città e per una più stretta relazione tra architettura, città e patrimonio storico. Molto presente con articoli, progetti, conferenze, egli è stato progettista, pittore, aggregatore di ricerche, promotore di pubblicazioni, rettore di ateneo a Venezia, assessore a Roma, invitato internazionale e accademico di San Luca.

Riccarda Cantarelli, La parte di città e l’innovazione negli edifici pubblici

Due esperienze progettuali sviluppate con Carlo Aymonino, con cui iniziai a collaborare da dottoranda: il concorso internazionale per il nodo ferroviario di Bologna (2008) e la Nuova Scuola per l’Europa di Parma (2009). Le riflessioni prendono avvio dal concorso per il Teatro Paganini del ’64 e il Piano di Pesaro, due riferimenti per il completamento delle città storiche. Nel progetto bolognese, l’infrastruttura “stazione” è capace di ricucire parti urbane separate; in quello parmigiano, forma e funzione didattica hanno un ruolo comunicativo stretto. I due casi evidenziano il ruolo dell’architettura pubblica nelle relazioni urbane stabilendo nuove centralità.

Lucio Serpagli, Le piazze italiane e le occasioni di nuovi monumenti

L’insistenza con cui Aymonino ha indagato il tema della piazza nasce dal suo interesse per il rapporto tra architettura e città costruita. I progetti elaborati per Parma, Ferrara e Bologna, insieme ai numerosi studi di analisi urbana, confermano la coerenza di questo orientamento nella sua pratica professionale. Nel 1962 insieme a Pierluigi Giordani, Aymonino prepara un progetto per il Centro Direzionale di Bologna. Questo progetto a grande scala muta il modo di vedere la città e anticipa nuove tecniche di disegno urbano.

Giovanni Marras, Carlo Aymonino nella Scuola di architettura di Venezia (1962-1979)

Per Carlo Aymonino Venezia rappresenta la possibilità – come già era stato per lo stesso Samonà quando nel 1935 lasciò Napoli – di praticare l’istituzione come uno spazio culturale ben più ampio di uno studio professionale. I primi tre anni di Carlo Aymonino allo IUAV, nei quali si consolida l’amicizia con Aldo Rossi, sono dedicati all’esplorazione dei rapporti tra tipologia edilizia e morfologia urbana. I progetti di Carlo Aymonino per le città emiliane – oggi attraverso i fondi conservati presso l’Archivio Progetti dell’Università Iuav di Venezia – anche tracciano una mappa stratificata di questo spazio culturale più ampio da cui estrarre spunti di riflessione per il presente.

Alessandro Massarente, Progetti di piazze e paesaggi nel territorio ferrarese

I progetti nel territorio ferrarese interessano un limitato arco temporale (1977-1983) nel percorso di ricerca di Aymonino e tuttavia attraversano diversi temi compositivi e scale del progetto, dalla definizione di nuovi dispositivi spaziali in sistemi precostituiti di frammenti conclusi nel centro storico (Palazzo di Giustizia), all’inserimento di nuove figure dello spazio pubblico in un isolato urbano (riqualificazione area IMA), a composizioni che ricercano attraverso l’idea di parco un nuovo rapporto tra città e territorio (Parco urbano “Il Barco”). La riflessione che si propone è legata all’attualità di tali questioni nello studio e nella trasformazione della città contemporanea. 

Antonella Cabassi, Citazioni di pittura e di cultura emiliana nell’opera grafica di Aymonino

L’oggetto di interesse sono i disegni di Aymonino, e in particolare alcuni disegni nei quali compaiono figure che sono citazioni tratte da opere pittoriche del passato. Si guarda a tali disegni, tentando letture e analisi, per indagarne i significati e la genealogia e mettere in luce come siano stati in diversi modi influenzati dall’incontro con l’Emilia e la sua arte.

Cristiana Mazzoni, Uno sguardo internazionale. La recezione francese della Tendenza

Al di là dei confini italiani, La Tendenza rappresenta uno dei momenti più importanti della cultura architettonica europea della seconda metà del Novecento. Emersa tra gli anni Sessanta e Settanta attorno alle ricerche di Carlo Aymonino e Aldo Rossi, e di una più ampia costellazione di architetti e studiosi, essa elabora una riflessione teorica fondata sull’autonomia disciplinare, sull’analisi della città, sulla tipologia, sulla morfologia urbana, sulla permanenza e sulla memoria. Questo contributo propone una lettura della sua ricezione internazionale

Carlo Mambriani, Le tappe di una lunga vicenda storica

Come numerosi luoghi a intenso valore simbolico, l’area dell’odierno piazzale della Pace a Parma presenta una lunga storia di continui stravolgimenti e di iperproduzione progettuale. Individuata in età moderna come sede per la corte farnesiana, nel Settecento è oggetto di estese demolizioni e varie proposte, per trovare soltanto sotto Maria Luigia un assetto più o meno risolto sotto il profilo monumentale. Dotata dopo l’Unità d’Italia di giardini, di un nuovo teatro e di una fontana, la zona è devastata il 13 maggio 1944 dalle bombe, che al pari dei “guasti” del 1766, ne fanno un agone particolarmente conflittuale per una nuova gara di ipotesi progettuali.

Stefano Storchi, La città e la Piazza dei Guasti

La vicenda di Piazzale della Pace a Parma rappresenta un tema dirimente per la cultura progettuale del dopoguerra, che ha visto il coinvolgimento diretto di Carlo Aymonino. Il suo progetto si inquadra fra quelli presentati al concorso a inviti per la ricostruzione del Teatro Paganini (1964-1965). Al di là della sua proposta architettonica, riguardo al Piazzale ha continuato a lungo a sviluppare riflessioni e considerazioni di natura propositiva che investono il tema del rapporto fra l’architettura contemporanea e i contesti urbani storici.

Carlo Aymonino e le città emiliane: a Parma una giornata di studi nel centenario della nascita

Martedì 13 ottobre 2026, la Sala del Consiglio della Provincia di Parma, in piazza della Pace 1, ospiterà la giornata di studi di architettura “Carlo Aymonino e le città emiliane”, dedicata al centenario della nascita dell’architetto Carlo Aymonino (1926–2010). Articolato in due sessioni, il convegno approfondirà il suo contributo teorico e progettuale, con particolare attenzione al rapporto con le città emiliane e alla vicenda di Piazza della Pace a Parma.

La sessione del mattino, “Carlo Aymonino (1926–2010). L’uomo, la teoria e le opere”, sarà presieduta da Aldo De Poli. Dopo la registrazione dei partecipanti, prevista alle 9:30, alle 9:45 porteranno i saluti istituzionali Alessandro Fadda, presidente della Provincia di Parma; Lorenzo Lavagetto, vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Parma; e Michele Alinovi, presidente del Consiglio comunale di Parma.

Gli interventi inizieranno alle 10:10 con Aldo De Poli, dell’Università di Parma, che presenterà una riflessione su Aymonino come figura pubblica, studioso e innovatore. Seguiranno, alle 10:30, Riccarda Cantarelli, dell’Università Iuav di Venezia, sul tema della parte di città e dell’innovazione negli edifici pubblici, e alle 10:50 l’architetto Lucio Serpagli, con un contributo sulle piazze italiane e sulle occasioni di realizzazione di nuovi monumenti.

Dopo la pausa delle 11:10, i lavori riprenderanno alle 11:30 con Alessandro Massarente, dell’Università di Ferrara, dedicato ai progetti di piazze e paesaggi nel territorio ferrarese. Alle 11:50, Giovanni Marras, dell’Università Iuav di Venezia, approfondirà il ruolo di Aymonino nella Scuola di architettura di Venezia tra il 1962 e il 1979. Alle 12:10, l’architetta Antonella Cabassi esaminerà le citazioni pittoriche e i riferimenti alla cultura emiliana nella sua opera grafica. Chiuderà la mattinata, alle 12:30, Cristiana Mazzoni, dell’ENSA Paris-Belleville, con uno sguardo internazionale sulla ricezione francese della Tendenza. La conclusione della sessione è prevista alle 13:00.

Nel pomeriggio, la sessione “Parma, l’esemplare vicenda di Piazza della Pace”, presieduta da Alessandro Tassi Carboni, si aprirà alle 15:00 con Carlo Mambriani, dell’Università di Parma, che ripercorrerà le tappe della vicenda storica della piazza. Alle 15:20 interverrà Stefano Storchi, architetto e urbanista, sul tema “La città e la Piazza dei Guasti”.

Alle 15:40 si terrà una tavola rotonda con Michele Alinovi, presidente del Consiglio comunale di Parma; Luca Boccacci, architetto; Lorenzo Lavagetto, vicesindaco e assessore alla Cultura; Denis Ton, direttore del Complesso Monumentale della Pilotta; e Chiara Vernizzi, assessora alla Rigenerazione urbana del Comune di Parma.

Il convegno è realizzato con il contributo di Cogestra Costruzioni Generali. L’ingresso è libero; per gli architetti l’iscrizione avviene attraverso il Portale Servizi del CNAPPC.

Carlo Aymonino

Carlo Aymonino (1926 – 2010), fu figura rilevante dell’architettura italiana del secondo Novecento, un anticipatore del confronto teorico del rapporto tra l’architettura e la città, dibattito che vedrà poi coinvolta la generazione di architetti italiani nati negli anni Trenta, che comprende Piano, De Carlo, Gregotti, Canella, Rossi e Portoghesi.

In quanto docente universitario, architetto, urbanista, organizzatore di ricerche, rettore di ateneo a Venezia, ha trascorso un’intensa vita di intellettuale critico e propositivo.

In quanto assessore al Centro Storico per il Comune di Roma, o talvolta anche come membro di Jury di Concorsi internazionali, ha dimostrato che l’adozione preventiva di precisi sistemi di regole di intervento favorisce la realizzazione di migliori esempi di architettura contemporanea.

Con progetti, articoli, conferenze e pubblicazioni, ha avanzato lungimiranti soluzioni spaziali per precisi luoghi urbani, molti in Italia e alcuni all’estero. Resta tra tutti il progetto per il quartiere Gallaratese 2 a Milano, un complesso esperimento di housing di grande impatto, che ha segnato un’epoca e ha influenzato il dibattito sull’avvenire delle espansioni delle città in molte parti del mondo. Ha svolto attività professionale con uno studio a Venezia e uno studio a Roma. Ha contribuito alla reinvenzione architettonica contemporanea di alcuni edifici pubblici, collocati in belle piazze d’Italia. Tra i progetti il Campus scolastico di Pesaro, 1970-1984; il Palazzo di Giustizia di Ferrara, 1975-85. Poi anche l’edificio residenziale alla Giudecca a Venezia, 1984-2004 e il ridisegno delle piazze a Terni, 1985. A Roma promuove azioni per la valorizzazione della città storica e per una meglio progettata crescita delle periferie residenziali. C’è la proposta per il Colosso nel Foro di Roma, 1982-84; per il centro polifunzionale in via Ostiense a Roma, 1991; per l’area dei Fori Imperiali e del Colosseo, 2004, e infine, anni 1993-2005, la sistemazione a museo del Giardino Romano nei Musei Capitolini. In epoche diverse ha avanzato autorevoli proposte per città emiliane, tra cui, a Parma, la ricostruzione del Teatro Paganini e il concorso per la Scuola europea; a Bologna, il Centro direzionale e il concorso per la Stazione Centrale; a Ferrara, il Palazzo di Giustizia, l’isolato IMA, le 4 piazze centrali e il Parco urbano; a Ravenna, la Zona Dantesca e a Casalecchio sul Reno il Teatro e la Biblioteca comunale.

Scompare nel luglio 2010. Scrivono su di lui Gregotti, Dal Co, Moschini, Nicolini e altri. Da testimonianze e ricordi si conoscono anche il suo lungo impegno civile per una società migliore.

Nel 2021, alla Triennale di Milano, si è tenuta la retrospettiva Carlo Aymonino. Fedeltà al tradimento, che documenta le variazioni dei suoi interessi culturali, dalle antichità classiche al ridisegno delle metropoli, ma anche la sua disponibilità umana e il tempo che ha dedicato alla pittura. All’Università di Roma La Sapienza viene ricordato da colleghi e da allievi con un convegno internazionale Carlo Aymonino. Progetto, città e politica.

Esistono oggi più di 15 filmati con interviste su idee e progetti realizzati. Negli ultimi due anni sono usciti altri sei volumi di autori diversi, più una mostra a Pesaro, che approfondiscono la sua eredità culturale e indicano soluzioni utili per la città odierna.

Ad oggi le collezioni archivistiche che conservano una parte rilevante della documentazione sull’intera opera di Carlo Aymonino sono le seguenti: venti dossier su singoli progetti sono a Parma, nel Fondo Aymonino del CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma; vari documenti, materiali didattici, pubblicazioni accademiche e atti di convegni sono raccolti all’Università Iuav di Venezia, tanto nella Biblioteca Centrale, quanto nell’Archivio Progetti, dove si trovano anche i progetti elaborati dallo studio professionale di Venezia, con G. Barbini. Qui, pure se da poco trasferiti e non ancora del tutto classificati, si trovano anche i materiali che documentano le attività dello studio professionale di Roma. E qui sono confluiti altri documenti che erano stati donati all’Accademia Nazionale di San Luca di Roma. Elaborazioni complesse su Venezia si trovano anche all’ASAC della Biennale di Venezia.

Una raccolta di disegni realizzati in periodi diversi compone il Fondo Carlo Aymonino della Galleria A.A.M. Architettura Arte Moderna di Roma, organizzato da Francesco Moschini, mentre un fondo di 12 tavole è presente anche al Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma. Sempre a Roma, la Biblioteca dell’Università di Tor Vergata conserva parte della biblioteca personale di Carlo Aymonino. 

Infine, al Centre Pompidou di Parigi, nella Collection Design et Prospective industrielle, si trova un numero ristretto di capolavori che evocano molti suoi progetti.

Altri documenti, tra corrispondenze, schizzi, fotografie e cimeli, si conservano anche in collezioni private di varie città, tra cui Parma.

Profili biografici dei relatori e delle relatrici

Aldo De Poli

Docente universitario. Laurea a Venezia con relatore Carlo Aymonino (1974) e DEA con Hubert Damisch alla EHESS di Parigi (1984). Ricercatore con Aldo Rossi allo Iuav, associato a Genova e ordinario a Parma. Ha curato mostre presso molte istituzioni culturali, tra cui la Biennale di Venezia e Genova capitale della cultura 2004, con “Arti & Architettura.1900-2000”. Tra le pubblicazioni Biblioteche. Architettura. 1995-2005, (2002); La valorizzazione museografica dei luoghi dell’artista e del collezionista (2006); Enciclopedia dell’Architettura, in 4 vol. Il Sole 24Ore (2008). È consulente editoriale delle riviste Area e Materia (New Business Media), ed autore di testi critici su eventi culturali, mostre e nuovi libri.

Riccarda Cantarelli 

Docente universitaria. P. A. in Composizione architettonica e urbana presso l’Università IUAV di Venezia, PhD, insegna Progettazione architettonica, è membro del Consiglio di curriculum in Composizione architettonica della Scuola di Dottorato Iuav. Dall’esperienza con Aymonino e Panella, la sua attività si incentra su progetto urbano e recupero di città consolidate muovendosi tra tradizione e innovazione tecnica. Tra le pubblicazioni: L’Architettura dell’edificio Mercato (2012), Raffaele Panella. L’architettura del molteplice (2012), Palmanova forma spazio architettura (2019), Gianugo Polesello. Un maestro del Novecento (2019), L’insediamento urbano. Quando Carlo Aymonino portò la ricerca architettonica in televisione (2025). 

Lucio Serpagli

Architetto. Si laurea alla Facoltà di Architettura di Firenze e consegue il Dottorato di Ricerca in Composizione architettonica presso la Facoltà di Architettura di Genova. È stato docente di Progettazione architettonica presso la l’Università di Ferrara e di Parma. Svolge attività professionale sul tema dell’architettura della residenza e della riqualificazione urbana, per cui ha ricevuto svariati riconoscimenti. Tra le pubblicazioni Le radici anonime dell’abitare moderno (2012); Abitare il paesaggio naturale (2014); La configurazione degli spazi intermedi tra l’argine e il fiume (2020). È progettista di interventi di architettura pubblica sia di nuova costruzione che di recupero edilizio.

Alessandro Massarente

Docente universitario. Laurea allo Iuav. P. A. (abilitato Ordinario, 2018) in Composizione architettonica e urbana all’Università di Ferrara, dove dal 1992 svolge attività didattica e di ricerca. PhD in “Problemi di metodo nella progettazione architettonica” presso l’Università di Genova, dal 1999 al 2004 è stato Ricercatore presso il Politecnico di Torino. Autore e curatore di numerose pubblicazioni, tra libri, saggi e articoli su temi relativi a strumenti e metodi del progetto, svolge ricerche dedicate in particolare ai rapporti tra patrimonio storico e architettura contemporanea. Dal 2005 svolge attività di ricerca su questi temi nell’ambito di ArcDes “Laboratorio per lo Sviluppo di servizi integrati di Progettazione per la Città, l’Ambiente e il Paesaggio”, Università di Ferrara. 

Giovanni Marras

Docente universitario. P. O. di Composizione Architettonica e Urbana presso l’Università Iuav di Venezia. Laurea in architettura nel 1989, PhD in Composizione Architettonica e Urbana nel 1993, dal 1994 al 2004 è ricercatore presso IUAV. Dal 2004 al 2014 è professore associato presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Trieste. Dal 2010 membro del Collegio Docenti della Scuola di Dottorato dell’Università Iuav di Venezia. Dal 2024 Referente Scientifico dell’Archivio Progetti dell’Università Iuav di Venezia. Svolge attività progettuale e di ricerca sui temi della rigenerazione dei paesaggi obsoleti della contemporaneità e del patrimonio storico; tiene conferenze, lezioni e seminari in Italia e all’estero; è autore di numerose pubblicazioni.

Antonella Cabassi

Architetto. Laurea in Architettura a Milano, con Giancarlo Motta, con cui lavora fino al 1997. Poi assistente di Daniele Vitale e dal 2007, per un decennio, professore a contratto di Rappresentazione dell’architettura. Ha curato convegni e mostre per diverse istituzioni culturali e preso parte a numerose ricerche. Tra le pubblicazioni: Ennemond Alexandre Petitot (Battei, 1989), La casa popolare a Parma (Step 1999-2000), con Giancarlo Motta et al. Cento tavole (Unicopli, 1997), Construire au-delà de la Méditerranée (Honoré Clair, 2012) che raccoglie una ricerca collettiva diretta dall’INHA. Dal 2021 realizza l’Agenda/almanacco ArchiGiorni, pubblicata dalle Edizioni San Lorenzo.

Cristiana Mazzoni

Docente universitaria. Laurea allo IUAV, Dottorato in Urbanistica e pianificazione all’Université di Paris 8. Abilitazione alla direzione di ricerca HDR nel 2008. Attualmente insegna all’École d’Architecture de Paris-Belleville, ed è docente alla Tongji University di Shanghai. Il suo impegno progettuale, insieme a Yannis Tsiomis, è stato nell’Atelier CMYT Architecture Urbaine (2008-2018), per proseguire poi nell’Atelier CMT Conception, Maîtrise d’œuvre, Technique. Svolge ricerche sulle teorie architettoniche e urbane tra XX e XXI secolo, su sviluppo metropolitano, pianificazione regionale e progetto urbano e sugli isolati a corte nelle città europee e mediterranee. È autrice di venti libri su teoria e pratica dell’architettura, dell’urbanistica e del paesaggio. 

Carlo Mambriani 

Docente universitario. Laureato con lode in architettura a Milano e ha conseguito il Dottorato di ricerca in Storia dell’architettura al Politecnico di Torino. Dal 1999 al 2006 è stato ricercatore presso l’Università di Ferrara. Dal 2015 è professore ordinario di Storia dell’Architettura presso l’Università di Parma, dove è stato Coordinatore dell’Unità di Architettura del Dipartimento di Ingegneria e Architettura. Si occupa soprattutto di architettura emiliana d’età moderna, della cultura architettonica francese nell’Europa del XVIII sec. e di storia del giardino. Ha coordinato il comitato scientifico internazionale per il restauro del Giardino ducale di Parma (1999-2003) ed è stato co-curatore di numerose mostre fino a I Farnese: Architettura Arte Potere (Parma 2022).

Stefano Storchi

Architetto e urbanista. Già dirigente del Comune di Parma fino al 2009, per pianificazione urbanistica, conservazione del Centro storico e rigenerazione urbana. Ha seguito importanti progetti a Parma, dalla riorganizzazione di Piazzale della Pace alla riqualificazione dell’area Eridania-Barilla. Ha redatto piani e strumenti attuativi di Gubbio e di Ravenna; progetti per Ragusa e per l’area colpita dai terremoti (2012). Ha insegnato urbanistica e rigenerazione urbana al Politecnico di Milano (1998-2001) e all’Università di Parma (2002-2025). Svolge attività pubblicistica e convegnistica. Fino al 2020 ha diretto la Scuola di Governo del Territorio Emilio Sereni. È Presidente dell’Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici.

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