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Da sottotetto inutilizzato a mansarda accogliente: le linee guida per rinnovare l’abitazione

Come trasformare un sottotetto in una mansarda abitabile. Breve guida pratica per progettisti in cerca di spazio.

Da sottotetto inutilizzato a mansarda accogliente: le linee guida per rinnovare l'abitazione
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Quando si desidera mutare un sottotetto in una mansarda moderna e luminosa, è fondamentale attenersi a criteri basilari stabiliti a livello nazionale. Vediamoli.

Come trasformare un sottotetto in una mansarda abitabile. Breve guida pratica per progettisti in cerca di spazio.

  1. Requisiti tecnici per trasformare un sottotetto in una mansarda abitabile.
  2. Sei un architetto? La tua professione richiede un aggiornamento continuo?

Optare per la trasformazione del sottotetto in una confortevole mansarda presenta vari benefici: si guadagnano nuovi spazi senza dover cambiare abitazione e si innalza il valore dell’immobile.

Prima di iniziare le modifiche però, è essenziale:

  • comprendere le disposizioni legislative, specialmente bisogna controllare le condizioni previste dalla Legge regionale per la ristrutturazione dei sottotetti per uso residenziale e se il Regolamento Edilizio della tua Regione ammette espansioni volumetriche.
  • identificare le autorizzazioni necessarie presso il Comune, basandosi sui lavori pianificati.
  • riconoscere gli sgravi fiscali che la legislazione ti offre. Data la presenza di detrazioni fiscali, il rinnovamento di un sottotetto potrebbe costarti molto meno di quanto immagini.

Requisiti tecnici per trasformare un sottotetto in una mansarda abitabile.

Questi sono i requisiti fondamentali a livello nazionale per assicurare un ambiente gradevole nel tuo nuovo loft.

Media d’altezza ponderata.

Si determina la media d’altezza ponderata suddividendo il volume del sottotetto che supera l’altezza minima per la sua superficie. La valutazione precisa deve essere effettuata da un esperto, specialmente in presenza di tetti inclinati o di elementi particolari come rientranze o sporgenze.

Nonostante ciò, con un semplice metro, è possibile avere un’idea se il proprio sottotetto si avvicina alle dimensioni stabilite dalle normative regionali.

Altezza mansarda.

La legge nazionale (Legge 457/78, art. 43) definisce standard minimi riguardo alle altezze:

  • Altezza dal pavimento: 2,7 metri per ambienti di soggiorno e 2,4 metri per ambienti di servizio come bagni, passaggi, ecc.
  • Per le località montane oltre i 1.000 metri s.l.m., considerando le peculiarità climatiche e architettoniche, potrebbe essere ammessa una riduzione dell’altezza a 2,55 metri. Se presenti altezze inferiori, devono essere adibite a spazi di stoccaggio.
  • Le leggi regionali hanno ampliato le disposizioni nazionali, determinando due misure: altezza base e media ponderata, che possono variare tra le diverse regioni. L’altezza media più comune per gli ambienti residenziali è di 2,40 metri.

Dimensione totale della mansarda.

La parte del sottotetto che adempie alla media d’altezza ponderata deve anche rispettare una superficie minima. Per una camera singola, questa deve essere di 9 metri quadri; 12 metri quadri per una doppia e per un monolocale, la dimensione minima varia da 27 metri quadri per un singolo a 36 metri quadri per una coppia.

Prima di intraprendere la ristrutturazione, è vitale consultare le normative regionali e locali, poiché possono discostarsi dalle leggi nazionali.

Illuminazione del loft.

Per rendere la mansarda abitabile, oltre all’altezza, è indispensabile una corretta illuminazione e aerazione. Gli standard di illuminazione e aerazione sono determinati da due criteri:

  1. Indice di Illuminazione e Aereazione (R.A.I.): stabilisce un rapporto tra la superficie del pavimento e quella delle finestre. La norma nazionale prevede una superficie apribile almeno 1/8 della superficie totale. Questa proporzionalità può variare a livello regionale.
  2. Coefficiente Medio di Illuminazione Diurna (FmLD): valuta l’illuminazione naturale durante il giorno. La legge nazionale stabilisce un FmLD non inferiore al 2%. Esso si determina rapportando l’illuminazione interna a quella esterna in condizioni di cielo nuvoloso.

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