sabato, Gennaio 25, 2020
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Urbanistica

Una “colletta” di idee per riqualificare le aree dell’ Albereta e dell’Anconella

Riqualificare le aree dell’ Albereta e dell’Anconella e regalare ai parchi delle due zone fiorentine il progetto di ricostruzione dopo i terribili danni provocati dal maltempo dello scorso 1 agosto.

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Riqualificare le aree dell’ Albereta e dell’Anconella, è quella ideata dall’Ordine degli architetti di Firenze, che sta per aprire tra i suoi iscritti una call per creare un gruppo di volontari operativi nel giro di alcune settimane.

“Come limite temporale”spiega il presidente dell’Ordine degli architetti fiorentini Egidio Raimondi ”abbiamo fissato il mese di dicembre. Ci piacerebbe arrivare a Natale con un piano per riqualificare le aree  da donare a Palazzo Vecchio. Siamo pronti a lavorare in sinergia con il Comune per restituire alla città un parco moderno e sicuro dopo la catastrofe”.

Gi architetti che risponderanno all’appello dell’Ordine, una volta selezionati, lavoreranno a titolo gratuito.

“La nostra vuole essere una forma di gratificazione personale ” aggiunge Raimondi “pensiamo ad una pubblicazione che illustri l’iniziativa”.

Una formula già sperimentata dagli architetti fiorentini. Infatti non è la prima volta che gli iscritti dell’Ordine si rendono parte attiva come volontari in opere di ricostruzione al servizio della città. Un precedente si può rintracciare nel lavoro svolto per il restauro degli edifici facenti parte del complesso degli Uffizi colpiti dall’attentato di via dei Georgofili del 1993.

“In quell’occasione” ha affermato Raimondi “furono molti i giovani architetti che risposero all’appello dell’Ordine: per mesi misero le loro professionalità a disposizione della collettività, spinti solo dal dovere civico. Ci auguriamo di poter dare un contributo concreto alla città anche stavolta cosi da riqualificare le aree devastate di Albereta e dell’Anconella”.

Cosa dovrebbe preveder il progetto degli architetti fiorentini per riqualificare le aree fiorentine ?

Il progetto di ricostruzione partirà dal reimpianto di nuovi alberi e nuovo verde, stando attenti però a utilizzare specie più resistenti agli agenti atmosferici violenti, purtroppo sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici.

 

“ Dobbiamo capire che non è più possibile scegliere le alberature urbane solo sulla base di ragioni estetiche” ha concluso il suo intervento Raimondi “ non avrebbe senso reimpiantare gli stessi alberi secondo criteri ormai risalenti a diversi anni fa. Su questo fronte, riteniamo indispensabile la competenza dei dottori agronomi e dottori forestali con cui abbiamo proficui rapporti di collaborazione su varie iniziative”. 

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